L’artista non è un tecnico che lavora ma un uomo che vive.


“Tagliare un albero è come uccidere un uomo”.
Phillippe Echaroux ha deciso di presentare il suo nuovo suggestivo progetto, ambientato nella foresta amazzonica. Il progetto, che si chiama Street Art 2.0, è pensato come un’evoluzione dell’arte di strada, in versione ecologica e tecnologica. L’artista francese affronta il tema della deforestazione realizzando un’opera dedicata alle popolazioni che vengono messe in pericolo da questo problema. Le persone della tribù Surui hanno posato per una serie di fotografie che l’artista ha proiettato sugli alberi della foresta in dimensioni monumentali che poi vengono rifotografati. Il risultato è una serie di ritratti dal forte impatto emotivo che raccontano il rapporto viscerale di queste popolazioni con l’ambiente naturale che li ospita.
Première Mondiale: du Street Art au coeur de la Forêt Amazonienne – World First Street Art in the Rainforest. from pays-imaginaire.fr on Vimeo.
Noi abbiamo il discutibile privilegio di essere gli archeologi ancora vivi di noi stessi e di quel mondo che era durato così a lungo e si è volatilizzato quasi di colpo, come il fumo di un falò in una sera di vento.
Ferdinando Scianna, Quelli di Bagheria.

Al di là della crisi l’arte sopravvive, un’idea nata per gioco quella dello street artist fiorentino Blub che affigge per le vie di Firenze quadri famosi e personaggi celebri del mondo dell’arte, della letteratura e della cultura. Da Leonardo a Dante, da Dalì alla Dama con l’ermellino ma anche Lorenzo de’ Medici, la Venere di Botticelli, tutti indossano una maschera da sub.






“L’arte sa nuotare rappresenta proprio l’andare controcorrente al pensiero della crisi, che poi la metti dove ti pare, mondo dell’arte, attualità… La crisi sta nelle menti, nelle parole, nei fatti e poi nelle azioni, dilaga e penetra poi ovunque. Ormai ci siamo dentro fino al collo…la maschera così diventa simbolo di sopravvivenza anche in un ambiente ostile. Anzi l’essere immersi nell’acqua può essere ostile se non si sa nuotare, e può essere molto piacevole se sai nuotare.”
Quando, immersi nel silenzio, sentiamo tutt’a un tratto squillare il campanello, abbiamo l’impressione che il rumore sia molto più stridente di quanto lo sia effettivamente. Ebbene! Io cerco di far vibrare un certo colore in modo così intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio.
P. Auguste Renoir
“Fin da bambino, sento di avere una specie di malattia: tutte le cose che mi stupiscono si dissolvono senza che io riesca a conservarle abbastanza”
Jacques Henri Lartigue, avverte un disagio legato alla sua ipersensibilità: tutto è magnifico, ma egli non riesce a trattenere nulla perché il tempo scorre portandosi via i ricordi e le immagini. Ciò che resta in lui, è un’impalpabile malinconia, un senso continuo di perdita, al punto da inventarsi questo rituale: ogni volta che vive una situazione incantevolmente bella e piacevole, prima che sia finita, chiude e riapre gli occhi per “catturarla”. Senza rendersene conto, fa qualcosa che assomiglia già ad una fotografia, anche se solo mentale. Unico antidoto, dunque, tenere quasi ossessivamente dei diari nel tentativo di fissare ogni momento degno di essere fissato. Inutile dire che, avuta in regalo la prima macchina fotografica all’età di 7 anni, questo diario diviene e sarà per tutta la vita anche fotografico. Esso coprirà quasi per intero il ‘900, dal momento che Lartigue condurrà la sua “terapia” per oltre 80 anni, accumulando 14.423 pagine in 135 grandi album pieni di grazia, leggerezza, sorrisi, modernità, ma anche di sperimentazioni fotografiche: doppie esposizioni, foto panoramiche, prime autocromie, e poi il movimento come soggetto.
Ansel Adams, Moonrise over Hernandez
1 Novembre 1941
Una straordinaria situazione – una fotografia da non perdere!
Ho praticamente abbandonato l’automobile per settare la mia macchina 8×10″. Gridavo ai miei compagni di portarmi cose dalla vettura… ho avuto una chiara visualizzazione dell’immagine che volevo ma… non riuscivo a trovare il mio esposimetro! La situazione era disperata: il sole, basso, seguiva il bordo delle nuvole ad ovest, e l’ombra si sarebbe presto abbassata sulle croci bianche. (Ansel Adams)
Sacha Guitry, un attore francese di origini russe, ha ripreso i più grandi pittori francesi del periodo, per lo più impressionisti. Le sue riprese immortalano Auguste Rodin, Claude Monet, Edgar Degas e Pierre-Auguste Renoir. Sono 22 minuti di film muto intitolati Ceux de chez nous, Quelli della nostra terra.